Antiche maioliche di Vietri • Saggi storici dozzesi • Ricerche preistoriche

 
BIOGRAFIA - Giacinto Tortolani, nato ad Eboli (SA) il 25 Agosto 1940.
Diploma di maturità classica a Salerno nel 1958 e laurea in Chimica Industriale a Bologna nel 1964. Ricercatore chimico dal 1967, diventa Responsabile Controllo Qualità e Biofarmaceutica nel 1971 e Direttore Tecnico nel 1987. Direttore di “Quality Assurance” per l’applicazione delle normative europee per la ricerca chimica, farmacologica, clinica e di produzione dal 1988 al 1998 del gruppo chimico-farmaceutico Alfa Wassermann (oggi Alfa Sigma) ed Alfa Biotech.
Coautore del manuale applicativo per le Norme di Buona Fabbricazione (GMP) delle specialità farmaceutiche. Esperto della Farmacopea Ufficiale Italiana ed. IX con nomina ministeriale nel 1986. Ha pubblicato su riviste scientifiche internazionali.
In pensione dal 1998 per dedicarsi agli studi ceramologici e storici. Per altri due anni ha tuttavia svolto consulenze per le applicazioni delle normative europee sulla qualità dei farmaci presso la stessa Alfa Wassermann, odierna Alfa Sigma, e presso la FATRO, industria zootecnica di Ozzano Emilia (BO).
Scoperta in Dozza, podere Calanco, di un inedito sito preistorico del paleolitico medio. Donazione dei manufatti (ca. 400) al Museo della Preistoria “Luigi Donini” di S. Lazzaro di Savena per documentazione, catalogazione tipologica e valorizzazione espositiva.
QUERELLE. Napoli-Vietri e falsi aragonesi (2022)
70 copie stampate
Scarica gratuitamente il PDF del libro Querelle è dedicato al noto critico d’arte Guido Donatone, con il quale Giacinto Tortolani ha intrattenuto negli anni un proficuo rapporto dialettico sull’autonomia artistica di Salerno, con il proprio centro produttivo di Vietri, da Napoli. In particolare lo studioso salernitano ha dato un nome ai presunti Maestri napoletani dei cosiddetti profili corrucciati e delle figure corpose, che ha identificato rispettivamente in Mazzeo di Stasio, autore dei pavimenti rinascimentali di Santa Maria di Castellabate e di Solofra, e in Matteo Loffredo noto per i suoi albarelli da spezieria di inizio secolo XVIII.
L’autorevole critico napoletano, negando l’esclusivo contributo del principe salernitano Ferrante Sanseverino (1507-1552), aveva relegato Vietri ad un ruolo insussistente nell’ambito delle imprese rinascimentali. Scrive Carmen Ravanelli Guidotti (Già Conservatrice del MIC di Faenza): “Ho appena ricevuto il volume. Cosa dirLe? Ho solo sfogliato e letto le prime pagine, chiare e rispettose dell’antagonista Donatone, ma già la Premessa conferma come Lei sappia sempre offrire, con i suoi lavori, dense e stimolanti pagine di storia della maiolica italiana”.
Un capitolo del libro è anche dedicato alle imitazioni e ai falsi albarelli quattrocenteschi, realizzati tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento e in parte commercializzati dall’antiquario Alessandro Imbert, che si vorrebbero realizzati a Napoli da dogmatici specialisti del ritratto al servizio della corte aragonese
RIGGIOLE. Pianciti italiani dei secoli XV - XVI (2022)
120 copie stampate
Scarica gratuitamente il PDF del libro Dopo i primi due volumi editi dal Centro di Storia e Cultura Amalfitana dedicati a La ceramica a Vietri e nel Salernitano dal VI secolo al XIX secolo e alle Maioliche di Vietri 1920-1960, Tortolani completa con le Riggiole la ricognizione sulla ceramica di Vietri dal tardo antico alla metà del secolo scorso. “Nel complesso sono quattro volumi di 1695 pagine, un vero trattato”, sottolinea il prof. Pasquale Natella, con ca. 9.000 riproduzioni colorate.
“Si tratta di un repertorio assolutamente imparagonabile, dal quale sono venuto alla conoscenza di parecchi bei pavimenti dei quali non sapevo nemmeno l’esistenza. Questo è vero in maniera per i numerosi pavimenti meridionali. Mi ha interessato in maniera particolare quello che Lei ha scritto del pavimento di Capua…” (Timothy Wilson, Ashmolean Museum, Oxford).
“Si tratta di un patrimonio ceramico unico ed insostituibile”, rilevava Donatone sin dal 1982, riferendosi alla Campania, “in continuo pericolo se non addirittura destinato a scomparire”. Condividendo la preoccupazione, Tortolani ha esteso il proprio interesse dalla Campania, regione nella quale gli antichi pavimenti maiolicati sono maggiormente rappresentati, alle altre regioni italiane.
“Si tratta probabilmente di molti anni di lavoro”, scrive Francoise Barbe, Conservateur en chef du Patrimoine del Louvre, nel ringraziare per l’invio di Riggiole: “Il libro nella sua impaginazione è molto originale e sarà indubbiamente molto utile a tutti ricercatori e amatori della maiolica”.
LA CERAMICA A VIETRI E NEL SALERNITANO
Dal VI al XIX secolo
LA CERAMICA A VIETRI E NEL SALERNITANO
1920-1970